(Ln - Milano) La Lombardia sta per dotarsi di una Fondazione regionale per la ricerca biomedica. La Giunta ha approvato la proposta in tale senso presentata dal presidente Roberto Formigoni e dall'assessore alla Sanità Luciano Bresciani e ha dato ufficialmente il via all'iter di attuazione del progetto.
Approvato, con la stessa delibera, anche il testo di Statuto: un ente con organi molto snelli, un solo fondatore (Regione Lombardia), un Consiglio di amministrazione di 3 membri, eventualmente aumentabile a 5 in caso di ingresso di nuovi "partecipanti", un direttore generale, un comitato scientifico.
Scopo della Fondazione è di promuovere e sostenere in Lombardia la ricerca e l'innovazione nel settore scientifico con particolare riguardo alla farmacologia molecolare; lo sviluppo tecnologico nei campi applicativi della produzione, distribuzione e utilizzazione di farmaci; la ricerca scientifica finalizzata all'applicazione di nuove metodologie per la prevenzione, diagnosi e cura di forme patologiche. L'apertura è a tutto campo; certamente la soluzione- Fondazione è stata messa a punto anche come piattaforma ottimale per il piano di rilancio del Nerviano Medical Science e come strumento per massimizzare le sinergie tra quest'ultimo e la Regione, in particolare il suo sistema sanitario. Si completa in questo modo il percorso che ha permesso il salvataggio e l'avvio del rilancio del Nms (con la salvaguardia dei suoi 600 ricercatori e del grande patrimonio di conoscenze scientifiche) attraverso, prima, l'acquisizione da parte della Congregazione dei Figli dell'Immacolata e, ora, il definitivo approdo alla costituenda Fondazione regionale.
"L'integrazione con Regione Lombardia - commenta il presidente Formigoni - produrrà sicuramente un considerevole miglioramento dei risultati del Piano di rilancio del Nms, cogliendo tutte le opportunità di sviluppo offerte dalla collaborazione e dalle sinergie con gli Irccs (Istituti di ricovero e cura a carattere scientifico: Policlinico, Besta e Istituto dei Tumori di Milano e S. Matteo di Pavia, ndr) e con tutto il sistema sanitario regionale".
E le azioni concrete sono già in atto. Il Nms sta perfezionando accordi con le case farmaceutiche, per valorizzare i proventi della commercializzazione delle molecole dei nuovi farmaci; ha in corso un processo di valorizzazione del know-how interno connesso al potenziamento dei servizi del Centro di riferimento oncologico; sta organizzando la messa a disposizione delle proprie competenze ai soggetti di ricerca medica per accompagnare l'iter dalla scoperta alla brevettazione alla commercializzazione; infine, sta sviluppando la dimensione internazionale della sua attività (ad esempio mediante la partecipazione a piattaforme e network a livello europeo e mondiale).
"L'istituzione di un unico ente a livello regionale - aggiunge l'assessore Bresciani -, che integri gli apporti dei centri di ricerca pubblici e privati, rappresenta un modello di governance che, secondo il nostro progetto, permetterà di favorire l'indipendenza della ricerca, aumentare la possibilità di sinergie e quindi ottenere il massimo di efficacia nei risultati".
Prossimo passaggio, il parere della Commissione consiliare.
(Lombardia Notizie)
Leggi il comunicato originale
Nerviano Medical Sciences è la più grande azienda italiana e tra le più significative in Europa, specializzata nella ricerca e sviluppo di farmaci oncologici. Alla fine del 2011 è stata acquisita dalla Fondazione Regionale per la Ricerca Biomedica (FRRB, di proprietà di Regione Lombardia). Negli ultimi anni a causa di crisi di liquidità e del debito con le banche, dovuto alla vecchia gestione, la sopravvivenza del centro è stata messa a rischio. Il blog vuole aggiornare sulla situazione di NMS.
mercoledì 14 settembre 2011
mercoledì 20 luglio 2011
NMS nella città della ricerca, comunicato Stampa della RSU di NMS
L'annuncio di Regione Lombardia di venerdì scorso della partenza del progetto definitivo della Città della Salute e della Ricerca (CdSR), che includerà anche Nerviano Medical Sciences, è per la RSU di NMS un fatto positivo che dimostra che l'impegno e la lotta delle lavoratrici e dei lavoratori di Nerviano per salvare il centro aveva un senso non solo per la salvaguardia dei loro posti di lavoro, ma anche per la ricerca e lo sviluppo del nostro paese.
Le Ricercatrici ed i Ricercatori di NMS sono stati stati capaci con le loro iniziative ed il loro lavoro di dimostrare che il territorio ed il paese non potevano permettersi di perdere un centro di così alto valore scientifico e tecnologico.
A questo punto è sempre più necessario che Regione Lombardia convochi di nuovo il tavolo regionale per illustrare il piano industriale, recentemente dichiarato pronto dall'Amministratore Delegato L.Baielli, e per discutere delle prospettive di NMS all'interno della CdSR.
La RSU di NMS
Nerviano 18 Luglio 2011
Leggi il comunicato in formato PDF
Le Ricercatrici ed i Ricercatori di NMS sono stati stati capaci con le loro iniziative ed il loro lavoro di dimostrare che il territorio ed il paese non potevano permettersi di perdere un centro di così alto valore scientifico e tecnologico.
A questo punto è sempre più necessario che Regione Lombardia convochi di nuovo il tavolo regionale per illustrare il piano industriale, recentemente dichiarato pronto dall'Amministratore Delegato L.Baielli, e per discutere delle prospettive di NMS all'interno della CdSR.
La RSU di NMS
Nerviano 18 Luglio 2011
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lunedì 18 luglio 2011
Città della Salute e della Ricerca, parte il progetto definitivo (coinvolgerà anche Nerviano!)
Comunicato di Lombardia Notizie
15 luglio 2011
(Ln - Milano) Parte il progetto definitivo della Città della Salute e della Ricerca (CdSR), il nuovo polo sanitario pubblico dedicato alla ricerca e cura per malattie infettive, neurologiche e oncologiche, che riunirà gli ospedali Sacco, Besta e Istituto dei Tumori, nell'area attualmente occupata dal Sacco (Città della Salute) e che potrà usufruire di un grande polo dedicato alla ricerca grazie alla sinergia con il Centro di Nerviano (Mi), che dista solo 10 km (Città della Ricerca).
La nuova articolazione del progetto - che comporterà investimenti per 521 milioni (fondi quasi interamente pubblici e regionali in particolare) - è stata annunciata dal presidente della Regione Lombardia Roberto Formigoni, in una conferenza stampa alla quale hanno partecipato Luciano Bresciani (assessore regionale alla Sanità), Luigi Roth (presidente del Consorzio 'Città della Salute e della Ricerca'), Carlo Borsani (presidente Fondazione Irccs Istituto Carlo Besta), Callisto Bravi (direttore generale dell'Azienda Ospedaliera Luigi Sacco), Antonio Colombo (presidente della Fondazione Irccs Istituto Nazionale dei Tumori).
"La CdSR - ha spiegato Formigoni - è il più grande progetto sanitario attualmente in corso in Italia, e sarà in grado di unire, secondo le visioni più avanzate, le funzioni di salute, ricerca, didattica, assistenza e cura. La costruzione di nuove e modernissime strutture, orientate anche al bello e all'accoglienza, avverrà secondo i più elevati standard mondiali".
"Si tratta - ha proseguito Formigoni - di tre eccellenze che si mettono insieme, esaltando i valori di sinergia e collaborazione, pur mantenendo ciascuna le proprie peculiarità".
Oltre a realizzare una sinergia fra i tre istituti (con l'aggiunta del Centro di Nerviano), la Città della Salute e della Ricerca vedrà anche la presenza, già ben consolidata al Sacco, del terzo polo universitario della Facoltà di Medicina di Milano.
"L'integrazione tra la Città della Salute e la Città della Ricerca - ha detto ancora Formigoni - dimostrerà una volta di più che la sanità in Lombardia è tra le migliori al mondo ed è in grado di fare investimenti per incrementare i livelli di assistenza e per creare lavoro".
"La Lombardia - ha aggiunto l'assessore Bresciani - è protagonista dell'eccellenza sanitaria e dello sviluppo tecnologico a livello europeo. Questo è possibile grazie all'abbandono della logica del solismo a vantaggio del concerto, secondo il concetto della sinergia tra funzioni e non semplicemente tra strutture. Fondamentale è anche lo sviluppo della sussidiarietà orizzontale con il sistema delle alleanze che noi abbiamo promosso e portiamo avanti tra sistema sanitario, le università, Finlombarda e l'industria".
I NUMERI - Il complesso occuperà 220.000 metri quadri di superficie per le funzioni di ricerca, di cura, per le strutture di ospitalità e per i servizi. Altri 70.000 metri quadri di superficie saranno dedicati a parcheggi, impianti tecnologici e all'asilo nido aziendale. Le nuove strutture sanitarie (Besta, Tumori, parti comuni ai tre enti) occuperanno una superficie di 140.000 mq, con 55.000 mq per le funzioni accessorie.
I posti letto complessivi saranno pari agli attuali (Besta 223, Tumori 482 e Sacco 604). Anche gli organici dei tre Istituti saranno mantenuti ai livelli attuali (circa 5.000 addetti in totale). Saranno circa 1.000 gli studenti impegnati nel nuovo complesso, insieme a 300 tra professori e ricercatori dell'Università degli Studi di Milano. Si stima una presenza giornaliera tra 8.000 e 10.000 persone nell'area della CdSR.
CITTÀ DELLA RICERCA - L'unione tra la Città della Salute e il Centro di Nerviano - dove si svolgerà la ricerca preclinica del Besta e dei Tumori - comporta anche dei risparmi, che permetteranno di recuperare risorse da reinvestire per altri progetti. "Il Centro di Nerviano - ha spiegato ancora Formigoni -, da sempre leader nel campo della ricerca medica e biomedica, è uno dei più grandi poli di ricerca e sviluppo farmaceutico in Europa. Con questa iniziativa vogliamo rilanciare a livello internazionale la nostra ricerca farmacologica: un settore, quello della ricerca preclinica, oggi messo in difficoltà sia dalla contrazione degli investimenti, sia dalla tendenza delle grandi multinazionali a concentrare la ricerca in pochi Paesi. L'obiettivo finale è quello di creare una piattaforma unica a livello europeo per sviluppare la ricerca di base".
PERSONA AL CENTRO - Da un punto di vista organizzativo, da sottolineare l'integrazione tra funzioni sanitarie e non sanitarie e tra ricerca, didattica, formazione e comunicazione, lo sviluppo dell'e-health (organizzazione in real time), l'informatizzazione, la centralità della persona (nuovo modello per intensità di cura) e l'umanizzazione.
TEMPI - Questi i principali passaggi con la relativa tempistica:
- entro il 31 ottobre 2011 sarà completato lo Studio di Fattibilità del nuovo Besta-Tumori, funzionale all'avvio della gara e sarà sottoscritto il nuovo atto integrativo dell'Accordo di Programma per la condivisione delle modifiche apportate all'intervento;
- entro il mese di novembre 2011 saranno acquisite le aree e sarà pubblicato il bando di gara per il nuovo Besta-Tumori per la realizzazione in concessione di costruzione e gestione;
- entro il mese di luglio 2012 saranno individuati il progetto vincitore e il promotore e verranno avviati i lavori; -
entro il mese di marzo 2015 sarà completato l'involucro degli edifici del nuovo complesso Besta-Tumori;
- entro l'inizio del 2016 saranno completati i lavori del nuovo Besta-Tumori;
- entro la fine del 2016 ci sarà l'avvio al funzionamento del nuovo Besta-Tumori.
FINANZIAMENTI - Il costo totale del progetto è confermato in 521 milioni. Di questi, 450 serviranno per le nuove strutture sanitarie: 330 milioni vengono stanziati da Regione Lombardia (100 in più rispetto alle previsioni iniziali), 40 sono a carico dello Stato e 80 sono risorse finanziarie esterne. Oltre ai 450 milioni per le nuove strutture, 44 saranno investiti per le funzioni complementari e 27 per i lavori dell'ospedale Sacco.
(Lombardia Notizie)
Leggi il comunicato originale
15 luglio 2011
(Ln - Milano) Parte il progetto definitivo della Città della Salute e della Ricerca (CdSR), il nuovo polo sanitario pubblico dedicato alla ricerca e cura per malattie infettive, neurologiche e oncologiche, che riunirà gli ospedali Sacco, Besta e Istituto dei Tumori, nell'area attualmente occupata dal Sacco (Città della Salute) e che potrà usufruire di un grande polo dedicato alla ricerca grazie alla sinergia con il Centro di Nerviano (Mi), che dista solo 10 km (Città della Ricerca).
La nuova articolazione del progetto - che comporterà investimenti per 521 milioni (fondi quasi interamente pubblici e regionali in particolare) - è stata annunciata dal presidente della Regione Lombardia Roberto Formigoni, in una conferenza stampa alla quale hanno partecipato Luciano Bresciani (assessore regionale alla Sanità), Luigi Roth (presidente del Consorzio 'Città della Salute e della Ricerca'), Carlo Borsani (presidente Fondazione Irccs Istituto Carlo Besta), Callisto Bravi (direttore generale dell'Azienda Ospedaliera Luigi Sacco), Antonio Colombo (presidente della Fondazione Irccs Istituto Nazionale dei Tumori).
"La CdSR - ha spiegato Formigoni - è il più grande progetto sanitario attualmente in corso in Italia, e sarà in grado di unire, secondo le visioni più avanzate, le funzioni di salute, ricerca, didattica, assistenza e cura. La costruzione di nuove e modernissime strutture, orientate anche al bello e all'accoglienza, avverrà secondo i più elevati standard mondiali".
"Si tratta - ha proseguito Formigoni - di tre eccellenze che si mettono insieme, esaltando i valori di sinergia e collaborazione, pur mantenendo ciascuna le proprie peculiarità".
Oltre a realizzare una sinergia fra i tre istituti (con l'aggiunta del Centro di Nerviano), la Città della Salute e della Ricerca vedrà anche la presenza, già ben consolidata al Sacco, del terzo polo universitario della Facoltà di Medicina di Milano.
"L'integrazione tra la Città della Salute e la Città della Ricerca - ha detto ancora Formigoni - dimostrerà una volta di più che la sanità in Lombardia è tra le migliori al mondo ed è in grado di fare investimenti per incrementare i livelli di assistenza e per creare lavoro".
"La Lombardia - ha aggiunto l'assessore Bresciani - è protagonista dell'eccellenza sanitaria e dello sviluppo tecnologico a livello europeo. Questo è possibile grazie all'abbandono della logica del solismo a vantaggio del concerto, secondo il concetto della sinergia tra funzioni e non semplicemente tra strutture. Fondamentale è anche lo sviluppo della sussidiarietà orizzontale con il sistema delle alleanze che noi abbiamo promosso e portiamo avanti tra sistema sanitario, le università, Finlombarda e l'industria".
I NUMERI - Il complesso occuperà 220.000 metri quadri di superficie per le funzioni di ricerca, di cura, per le strutture di ospitalità e per i servizi. Altri 70.000 metri quadri di superficie saranno dedicati a parcheggi, impianti tecnologici e all'asilo nido aziendale. Le nuove strutture sanitarie (Besta, Tumori, parti comuni ai tre enti) occuperanno una superficie di 140.000 mq, con 55.000 mq per le funzioni accessorie.
I posti letto complessivi saranno pari agli attuali (Besta 223, Tumori 482 e Sacco 604). Anche gli organici dei tre Istituti saranno mantenuti ai livelli attuali (circa 5.000 addetti in totale). Saranno circa 1.000 gli studenti impegnati nel nuovo complesso, insieme a 300 tra professori e ricercatori dell'Università degli Studi di Milano. Si stima una presenza giornaliera tra 8.000 e 10.000 persone nell'area della CdSR.
CITTÀ DELLA RICERCA - L'unione tra la Città della Salute e il Centro di Nerviano - dove si svolgerà la ricerca preclinica del Besta e dei Tumori - comporta anche dei risparmi, che permetteranno di recuperare risorse da reinvestire per altri progetti. "Il Centro di Nerviano - ha spiegato ancora Formigoni -, da sempre leader nel campo della ricerca medica e biomedica, è uno dei più grandi poli di ricerca e sviluppo farmaceutico in Europa. Con questa iniziativa vogliamo rilanciare a livello internazionale la nostra ricerca farmacologica: un settore, quello della ricerca preclinica, oggi messo in difficoltà sia dalla contrazione degli investimenti, sia dalla tendenza delle grandi multinazionali a concentrare la ricerca in pochi Paesi. L'obiettivo finale è quello di creare una piattaforma unica a livello europeo per sviluppare la ricerca di base".
PERSONA AL CENTRO - Da un punto di vista organizzativo, da sottolineare l'integrazione tra funzioni sanitarie e non sanitarie e tra ricerca, didattica, formazione e comunicazione, lo sviluppo dell'e-health (organizzazione in real time), l'informatizzazione, la centralità della persona (nuovo modello per intensità di cura) e l'umanizzazione.
TEMPI - Questi i principali passaggi con la relativa tempistica:
- entro il 31 ottobre 2011 sarà completato lo Studio di Fattibilità del nuovo Besta-Tumori, funzionale all'avvio della gara e sarà sottoscritto il nuovo atto integrativo dell'Accordo di Programma per la condivisione delle modifiche apportate all'intervento;
- entro il mese di novembre 2011 saranno acquisite le aree e sarà pubblicato il bando di gara per il nuovo Besta-Tumori per la realizzazione in concessione di costruzione e gestione;
- entro il mese di luglio 2012 saranno individuati il progetto vincitore e il promotore e verranno avviati i lavori; -
entro il mese di marzo 2015 sarà completato l'involucro degli edifici del nuovo complesso Besta-Tumori;
- entro l'inizio del 2016 saranno completati i lavori del nuovo Besta-Tumori;
- entro la fine del 2016 ci sarà l'avvio al funzionamento del nuovo Besta-Tumori.
FINANZIAMENTI - Il costo totale del progetto è confermato in 521 milioni. Di questi, 450 serviranno per le nuove strutture sanitarie: 330 milioni vengono stanziati da Regione Lombardia (100 in più rispetto alle previsioni iniziali), 40 sono a carico dello Stato e 80 sono risorse finanziarie esterne. Oltre ai 450 milioni per le nuove strutture, 44 saranno investiti per le funzioni complementari e 27 per i lavori dell'ospedale Sacco.
(Lombardia Notizie)
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mercoledì 11 maggio 2011
Comunicato della RSU di NMS dopo Audizione dei Vertici NMS in Consiglio Regionale
Mercoledì 4 maggio u.s. sì è svolta l'attesa Audizione dei vertici aziendali di NMS presso la III Commissione (Sanità ed Assistenza Sociale) del Consiglio Regionale della Lombardia, presso la Sede dei Gruppi Consiliari in via Fabio Filzi, Milano.
Leggi il comunicato, con il resocconto dell'audizione, in formato PDF
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martedì 12 aprile 2011
Regione Lombradia: Una regia unica per la ricerca
Da L'Eco di Bergamo.it
«Per ottenere la massima efficacia dei risultati è prioritario che le attività di ricerca medica condotte dai diversi soggetti vengano svolte in un ambito di regia complessiva che permetta di evitare duplicazioni e sappia massimizzare i progressi svolti». Lo ha detto il presidente della Regione Lombardia, Roberto Formigoni, intervenendo a un convegno sul tema ospedali e ricerca. «In questo senso - ha aggiunto - uno dei principali obiettivi delle politiche sanitarie di Regione Lombardia è quello di voler imprimere un'accelerazione alle collaborazioni tra gli attori in campo».
Le modalità indicate da Formigoni sono diverse: in particolare, si tratta di consolidare collaborazioni tra università, centri di ricerca, istituzioni, organizzazioni nazionali ed internazionali sulla ricerca scientifica; strutturare un sistema stabile di scambio di best practice, know-how e tecnologie.
LE RETI DI PATOLOGIA - «Le Reti di Patologia attivate in questi anni da Regione Lombardia - ha detto il presidente - rappresentano uno degli esempi concreti di quanto sto dicendo. Esse costituiscono un innovativo modello gestionale che coniuga ricerca e assistenza: si tratta di una vera e propria rete costituita dalle istituzioni, dalle organizzazioni e dai professionisti che svolgono la loro attività a favore del paziente in tutte le fasi del processo di prevenzione, diagnosi, cura e riabilitazione, inclusa l'eventuale fase terminale (ad esempio come nel caso della Rete Oncologica). Lo scopo è di migliorare la qualità delle cure, mettere in comunicazione tutti i soggetti che si occupano di patologia e migliorare l'efficacia organizzativa, grazie alla condivisione di conoscenze, competenze e informazioni. Il suo obiettivo finale è quello di trasferire l'innovazione in nuove modalità di prevenzione, in nuovi e più precoci strumenti diagnostici e nello sviluppo di nuovi farmaci».
NERVIANO MEDICAL SCIENCES - Un altro caso di eccellenza riguarda l'impegno della Regione per il Nerviano Medical Sciences, «rispetto al quale - ha sottolineato Formigoni - Regione Lombardia ha perfezionato recentemente il suo ingresso all'interno del Sistema regionale. Sappiamo bene come questo Centro, da sempre leader nel campo della ricerca medica e biomedica, è uno dei più grandi poli di ricerca e sviluppo farmaceutico in Europa. Con queste caratteristiche di eccellenza viene ora a far parte integrante del sistema di ricerca e cura a carattere scientifico della Lombardia. La Giunta ha infatti individuato nei 4 IRCCS pubblici lombardi, Policlinico, Besta e Istituto dei Tumori di Milano e San Matteo di Pavia, i soggetti nuovi proprietari del Centro. Il nostro scopo con questa operazione è di poter valorizzare al meglio il Centro, salvaguardando ed esaltando le attività di ricerca scientifica e farmacologica che in esso vengono svolte svolte. L'operazione è avvenuta a costo zero, con il passaggio dalla precedente proprietà a titolo gratuito che ha assicurato il posto di lavoro dei circa 600 dipendenti».
CELL FACTORY, LA NUOVA FRONTIERA - «Sono 4 le nostre realtà - ha spiegato il presidente Formigoni - tra Aziende Ospedaliere e IRCCS (Policlinico, Besta, Riuniti di Bergamo e San Gerardo di Monza), ad essere già dotate di questi avanzatissimi laboratori di ricerca. La loro attività, basata sul trattamento di cellule staminali adulte, rappresentano un altro vero e proprio punto di eccellenza all'interno della sanità pubblica italiana. Si tratta di una frontiera tra le più avanzate della ricerca clinica, in grado di aprire in breve tempo nuove e rivoluzionarie prospettive per una vasta serie di patologie, croniche e invalidanti in particolare».
MEDICINA PERSONALIZZATA - L'obiettivo finale e sintetico che il presidente della Lombardia indica è quello della medicina personalizzata. Infatti, per Formigoni «il raggio delle conoscenze nel settore ci mette nelle condizioni di migliorare l'appropriatezza dei trattamenti terapeutici, arrivando a definire nuovi farmaci sempre più mirati e, per così dire, sempre più intelligenti, riducendo di conseguenza l'odspedalizzazione».
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«Per ottenere la massima efficacia dei risultati è prioritario che le attività di ricerca medica condotte dai diversi soggetti vengano svolte in un ambito di regia complessiva che permetta di evitare duplicazioni e sappia massimizzare i progressi svolti». Lo ha detto il presidente della Regione Lombardia, Roberto Formigoni, intervenendo a un convegno sul tema ospedali e ricerca. «In questo senso - ha aggiunto - uno dei principali obiettivi delle politiche sanitarie di Regione Lombardia è quello di voler imprimere un'accelerazione alle collaborazioni tra gli attori in campo».
Le modalità indicate da Formigoni sono diverse: in particolare, si tratta di consolidare collaborazioni tra università, centri di ricerca, istituzioni, organizzazioni nazionali ed internazionali sulla ricerca scientifica; strutturare un sistema stabile di scambio di best practice, know-how e tecnologie.
LE RETI DI PATOLOGIA - «Le Reti di Patologia attivate in questi anni da Regione Lombardia - ha detto il presidente - rappresentano uno degli esempi concreti di quanto sto dicendo. Esse costituiscono un innovativo modello gestionale che coniuga ricerca e assistenza: si tratta di una vera e propria rete costituita dalle istituzioni, dalle organizzazioni e dai professionisti che svolgono la loro attività a favore del paziente in tutte le fasi del processo di prevenzione, diagnosi, cura e riabilitazione, inclusa l'eventuale fase terminale (ad esempio come nel caso della Rete Oncologica). Lo scopo è di migliorare la qualità delle cure, mettere in comunicazione tutti i soggetti che si occupano di patologia e migliorare l'efficacia organizzativa, grazie alla condivisione di conoscenze, competenze e informazioni. Il suo obiettivo finale è quello di trasferire l'innovazione in nuove modalità di prevenzione, in nuovi e più precoci strumenti diagnostici e nello sviluppo di nuovi farmaci».
NERVIANO MEDICAL SCIENCES - Un altro caso di eccellenza riguarda l'impegno della Regione per il Nerviano Medical Sciences, «rispetto al quale - ha sottolineato Formigoni - Regione Lombardia ha perfezionato recentemente il suo ingresso all'interno del Sistema regionale. Sappiamo bene come questo Centro, da sempre leader nel campo della ricerca medica e biomedica, è uno dei più grandi poli di ricerca e sviluppo farmaceutico in Europa. Con queste caratteristiche di eccellenza viene ora a far parte integrante del sistema di ricerca e cura a carattere scientifico della Lombardia. La Giunta ha infatti individuato nei 4 IRCCS pubblici lombardi, Policlinico, Besta e Istituto dei Tumori di Milano e San Matteo di Pavia, i soggetti nuovi proprietari del Centro. Il nostro scopo con questa operazione è di poter valorizzare al meglio il Centro, salvaguardando ed esaltando le attività di ricerca scientifica e farmacologica che in esso vengono svolte svolte. L'operazione è avvenuta a costo zero, con il passaggio dalla precedente proprietà a titolo gratuito che ha assicurato il posto di lavoro dei circa 600 dipendenti».
CELL FACTORY, LA NUOVA FRONTIERA - «Sono 4 le nostre realtà - ha spiegato il presidente Formigoni - tra Aziende Ospedaliere e IRCCS (Policlinico, Besta, Riuniti di Bergamo e San Gerardo di Monza), ad essere già dotate di questi avanzatissimi laboratori di ricerca. La loro attività, basata sul trattamento di cellule staminali adulte, rappresentano un altro vero e proprio punto di eccellenza all'interno della sanità pubblica italiana. Si tratta di una frontiera tra le più avanzate della ricerca clinica, in grado di aprire in breve tempo nuove e rivoluzionarie prospettive per una vasta serie di patologie, croniche e invalidanti in particolare».
MEDICINA PERSONALIZZATA - L'obiettivo finale e sintetico che il presidente della Lombardia indica è quello della medicina personalizzata. Infatti, per Formigoni «il raggio delle conoscenze nel settore ci mette nelle condizioni di migliorare l'appropriatezza dei trattamenti terapeutici, arrivando a definire nuovi farmaci sempre più mirati e, per così dire, sempre più intelligenti, riducendo di conseguenza l'odspedalizzazione».
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